Sounding the Posthuman

Le pratiche sonore creative odierne conoscono una grande varietà di agenti non-umani, specialmente di natura tecnica e ambientale. A fronte di ciò, diventa sempre più importante comprendere come il corpo umano vada a riposizionarsi negli insiemi ibridi e distribuiti che innervano le pratiche compositive, performative e di ascolto.

Allo stesso tempo, diventa sempre più arduo dire con precisione quali siano davvero gli agenti computazionali coinvolti e dove siano situati nel processo creativo e nelle corrispondenti dinamiche di ricerca artistica: come si ridefinisce la dimensione numerica all’interno della matassa degli innumerevoli mediatori tecnici — anche meccanici e analogici — e culturali implicati nel fare musica?

Nelle più diverse configurazioni di device portabili, sensori, interfacce condivise, intelligenze artificiali e multiversi attivi, quali dinamiche cognitive, sensoriali e affettive articolano la viva esperienza del fare musica?