Keynotes

Il programma del CIM 2026 comprende due keynote affidati a ospiti invitati, dedicati a questioni centrali per la ricerca musicale contemporanea e per il tema di elettroAQustica 11, Sounding the Posthuman. I keynote fanno parte del programma generale di elettroAQustica 11 – CIM 2026.

Keynote Speakers

Francesco Giomi

Conservatorio di Bologna · Centro Tempo Reale di Firenze
14 ottobre 2026 · Palazzo Spaventa – Auditorium
Geografie della musica elettronica: suono, corpo, spazio e pratiche tecnologiche

Nelle musiche di oggi più avanzate si assiste da tempo al ricorso a una mediazione diffusa: dispositivi, interfacce e IA ne influenzano non solo il suono ma la loro esperienza culturale ed emozionale. Corpo e spazio fisico rimangono però luoghi in cui le mediazioni tecnologiche diventano realmente percepibili e significative: non semplici contesti quindi, ma dimensioni attive del processo creativo e percettivo. Nel mio lavoro, dalla composizione all’improvvisazione elettroacustica, l’intento è far emergere un approccio musicale che non si dà solo come rete di mediazioni tecniche, ma come esperienza incarnata e spazialmente situata. Il riferimento alle esperienze formative e artistiche permette di collegare il tema del convegno a una pratica di ricerca, artistica e di progettazione culturale, stratificata in oltre quarant’anni di attività.

Lucia D’Errico

Gustav Mahler Universität Klagenfurt
15 ottobre 2026 · Palazzo Spaventa – Auditorium
L’etica della decomposizione. Postumanesimo e ricerca artistica come pratiche antidisciplinari

Nell’affrontare il postumanesimo attraverso pratiche artistiche e di ricerca si incorre spesso in un vizio filosofico ed epistemico: l’umano viene ri-tematizzato come parentesi tra un non-umano naturalizzato (piante, animali, funghi, minerali, eventi atmosferici, ambiente) e un non-umano tecnologico (macchine, algoritmi, sistemi di scrittura). Con il mio intervento vorrei sfatare questo diffuso fraintendimento per porre l’accento su una necessità allo stesso tempo etica ed epistemica: un atteggiamento genuinamente postumano non può che ripensare l’umano dal di dentro, attraverso un’ontologia di radicale continuità. Gli effetti di una filosofia del continuo comportano quindi imprescindibilmente il dissolversi di tradizionali sbarramenti del pensiero, non solo per quanto riguarda approcci disciplinari all’arte e alla conoscenza, ma anche e soprattutto per quanto riguarda l’ontologia del sé. Attraverso la presentazione e discussione di alcune delle mie pratiche di “decomposizione,” il mio scopo è invitare a una riflessione collettiva sulla ricerca artistica come pratica di vastità immaginativa, epistemica ed ontologica.